Help Junior


Riprendiamo la notizia apparsa su Il Giornale.it e su Disabili.com:

C’è una bella differenza ad essere disabili in Lombardia o nel resto d’Italia. In Lombardia ad esempio si ha diritto al rimborso dell’Ipad, nella maggior parte delle regioni italiane no. Proprio così, le agevolazioni sulle nuove tecnologie cambiano da regione a regione e non esiste una legge nazionale uguale per tutti. Dettagli? Mica tanto se si pensa che i nuovi metodi touch screen stanno cambiando la vita a tanti portatori di handicap: aiutano i disabili a comunicare, arrivano là dove la parola non arriva.

Ed è anche per questo che la Lombardia considera i pc, gli Ipad e tutti i loro «parenti» delle «apparecchiature mediche», a differenza delle altre regioni. Da qui la possibilità di erogare contributi fin oltre il 70 per cento ai disabili che ne fanno richiesta. A dirlo è una norma (la legge regionale lombarda sulla famiglia del 1999) scritta ante litteram rispetto all’uscita sul mercato di tanti portatili e apparecchi tecnologici ma, questo sì, lungimirante.

«La legge – spiega Fulvio Santagostini, presidente dell’associazione disabili Ledha – prevede il finanziamento per tutti gli ausili di alta tecnologia necessari a migliorare la vita delle persone con disabilità». Quindi anche i tablet pc (come l’Ipad) purché la richiesta includa software specifici per i disabili e sia accompagnata da un certificato del medico. In sostanza, la Lombardia prevede rimborsi parziali di tutti gli strumenti tecnologici che non sono elencati nel cosiddetto «nomenclatore tariffario», una lista che comprende oggetti come le sedie a rotelle o le protesi.

La domanda per il contributo si può presentare ogni cinque anni: e ovviamente se si chiede una mano per acquistare Ipad o pc oggi, non si può chiedere fra due anni il rimborso per le spese (ben più alte) di domotica o per altre tecnologie da installare in casa. Nel resto d’Italia le cose sono ben diverse: «Nel 2008 – spiega Santagostini – il governo aveva stabilito i nuovi livelli di assistenza erogati dal servizio sanitario nazionale (Lea), aggiornandoli con l’inserimento delle nuove tecnologie. Poi però sono stati revocati e da due anni siamo in battaglia per ottenere quelli nuovi». Fino a quando non ci saranno le nuove regole, ogni regione farà come crede. L’associazione dei disabili spera che tutti al più presto riconoscano le nuove tecnologie come «apparecchiature mediche».

Tra qualche settimana infatti uscirà un’applicazione per Iphone e Ipad per aiutare i bambini disabili a parlare: i genitori potranno registrare alcune frasi utili alla vita quotidiana e il bambino non dovrà far altro che appoggiare il dito su una delle icone corrispondenti sullo schermo per ripetere le frasi ed esprimere esigenze, pensieri, stati d’animo. L’idea è venuta al padre di un bimbo di 5 anni affetto da una malattia genetica che gli provoca numerosi problemi a parlare. Il programma è stato poi sviluppato dagli studenti della Wake Forest university (in Sud Carolina) ed ora è pronta a uscire sul mercato e ad aiutare i bambini di ogni paese. I benefici del touch screen sono stati provati anche da un bimbo di New York affetto da atrofia muscolare spinale e lo hanno aiutato a comunicare con i genitori. La sua storia è cominciata per caso, quando la tata gli ha messo davanti l’Ipad del suo fidanzato: per la prima volta il bimbo ha svolto un’azione autonoma, sfiorando l’icona di un’applicazione.

Fonte: Il Giornale.it e su Disabili.com

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Da un’indagine EUKidsOnline, presentata il 13 gennaio dalla Commissione Europea, emerge che soltanto un quarto dei genitori europei blocca o filtra i siti web (28%) e tiene traccia dei siti visitati dai figli (24%).

Con il web 2.0 e con i telefoni e i videogiochi connessi alla rete è sempre più vasto e incontrollato  il materiale a disposizione di minori. Esistono una serie di strumenti che consentono ai genitori di controllare e bloccare alcuni contenuti del web, ma questi sono ancora poco utilizzati.

Oltre all’uso di strumenti di controllo, il 70% dei genitori intervistati ha affermato di parlare con i propri figli delle loro attività online. Il 58% dei genitori dichiara di stare accanto ai propri figli quando usano Internet e oltre metà agisce attivamente, ad esempio suggerendo ai propri figli come comportarsi con gli altri online (56%) e parlando degli aspetti che potrebbero disturbare i bambini (52%).

La Commissione ha pubblicato un altro studio che ha analizzato i diversi strumenti di controllo a disposizione dei genitori. Lo studio ha riscontrato che i programmi esistenti sono efficaci nel filtrare il contenuto per adulti, ma rimane almeno il 20% di possibilità che siti contenenti materiale inadatto ai bambini, in particolare quelli che spingono i giovani a comportamenti autolesivi (siti che promuovono l’anoressia, il suicidio o l’automutilazione) possano superare i filtri. Allo stesso tempo, vengono bloccati siti che contengono materiali destinati specificamente ai bambini.

Pochi, invece, gli strumenti in grado di filtrare i contenuti del web 2.0 (siti di social networking, forum e blog), di bloccare i messaggi istantanei e i protocolli delle chat o di filtrare le liste di contatti. Per quanto riguarda gli strumenti a disposizione dei genitori per controllare smart phone e console per videogiochi, non tutti i prodotti disponibili sul mercato sono in grado di filtrare i contenuti web, nonostante il 31% dei bambini in Europa acceda a Internet proprio con il telefono cellulare e il 26% con le console. I programmi di controllo parentale sono perlopiù in lingua inglese e l’offerta di strumenti in altre lingue è limitata.

Nel quadro del programma UE per Internet sicuro, la Commissione continuerà a finanziare l’analisi dei programmi di controllo parentale ogni 6 mesi fino alla fine del 2012 e monitorerà i progressi ottenuti. All’indirizzo www.yprt.eu/sip è disponibile un database nel quale i genitori possono cercare lo strumento di controllo più adatto ai loro bisogni.

Fonte: mdcjunior/Helpconsumatori

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Dal sito Easy4.it  Concorso per il miglior contenuto online per bambini.

La Commissione Europea  ha lanciato  il concorso per il miglior contenuto online per bambini, organizzato da 14 centri europei per la sicurezza in Internet, tra cui il centro italiano. L’obiettivo è avere una vetrina per i contenuti di qualità per bambini tra i 6 e 12 anni già presenti online e, contemporaneamente, stimolare la produzione di nuovi contenuti.

Al concorso, infatti, possono partecipare non solo siti realizzati ad hoc per il concorso, ma anche contenuti già realizzati che dal concorso possono ricevere adeguata visibilità. Ogni paese partecipante, tra cui l’Italia, dovrà proclamare un vincitore nazionale e tra questi verrà poi scelto la migliore proposta a livello europeo.

Il concorso, che è partito il 24 dicembre scorso e scadrà il 6 marzo 2011, è aperto a due categorie di partecipanti:

  • ragazzi tra i 12 e 17 anni;
  • adulti.

In quest’ultima categoria rientrano organizzazioni (pubbliche, non governative e commerciali) e persone (come individui o in gruppo).

Ulteriori informazioni nella pagina del concorso sul sito di Easy4 http://www.easy4.it/partecipare/concorso/

In bocca al lupo!

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Occhio al giocattolo“Occhio al giocattolo!”: I consigli di MDC Junior

“Un altro Natale all’insegna della moderazione e del risparmio senza dimenticare la sicurezza”. E’ questa la fotografia scattata dal Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino, con “Occhio al giocattolo”, la terza indagine sulla sicurezza e sui costi dei giocattoli , indirizzata alle famiglie italiane.

“Secondo i dati più recenti della Camera di Commercio di Milano che abbiamo riportato in questa edizione di “Occhio al giocattolo” – sottolinea Lucia Moreschi, responsabile del Dipartimento – sette italiani su dieci, il 66,3%, confermano il persistere della crisi”. Numeri che vanno oltre la semplice percezione se pensiamo che, in una regione ricca come la Lombardia, il 24,3% delle famiglie non riesce a far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro, ben il 12,9% delle famiglie arriva a fine mese con molte difficoltà, come è emerso dal rapporto di Caritas Italiana – Fondazione Zancan.

Un regalo sotto l’albero, meglio se in confezioni meno lussuose, con sconti fino al 20% nella GDO

“E’ ovvio che, pur in un contesto di impoverimento generale, le famiglie italiane non rinunceranno a mettere sotto l’albero un regalo per i propri bambini”- continua Moreschi. Molte si sono mosse per tempo e in molti casi proprio il contenimento dei costi ha spinto genitori e nonni ad acquistare i giocattoli in anticipo, alla ricerca dell’offerta più conveniente. E come si evince dal consueto monitoraggio dei prezzi di MDC Junior contenuto nell’indagine, spesso le case produttrici hanno immesso sul mercato, soprattutto nella grande distribuzione, giocattoli in packaging meno lussuosi e ridotti, adatti alle “diverse tasche”. Continua poi il trend di sconti dello scorso anno, pari a circa 20%.

Troppi giocattoli non sono ancora sicuri: fino al 20% di quelli in circolazione secondo i dati UE

“Ma troppi giocattoli vengono immessi sul mercato, senza che siano davvero sicuri” conferma la responsabile di MDC Junior- come risulta anche dall’aumento di sequestri di merce non conforme operata dalle forze dell’ordine sul territorio italiano”. Operazioni che avvalorano i dati dell’indagine a campione avviata lo scorso anno dalla Comunità Europea, per cui anche in Italia il 20% dei giocattoli in circolazione potrebbe non avere il marchio CE, che ne assicura la conformità od essere comunque dannosi per la salute e l’incolumità dei piccoli.

I consigli di MDC Junior contenuti in “Occhio al Giocattolo”

“Anche in vista del recepimento della nuova Direttiva Europea sui Giocattoli che l’Italia dovrà ratificare entro gennaio 2011, abbiamo deciso di approfondire ulteriormente il tema della sicurezza, cercando di fornire informazioni utili ai genitori rispetto a cosa fare, dopo Natale, quando cioè le bambine e i bambini italiani si troveranno alle prese con nuovi giocattoli”.

Nell’indagine, infatti, sono riportate informazioni su cosa fare se ci imbatte o si acquista un giocattolo potenzialmente pericoloso, un focus sugli enti preposti alla vigilanza in Italia e i dati su sequestri più importanti effettuati dalle forze dell’ordine nell’ultimo semestre. Oltre un monitoraggio dei costi dei giocattoli più diffusi e il decalogo di “Occhio al giocattolo”.

“Da sempre sosteniamo che risparmio non vuol dire rinuncia ai giocattoli di qualità e sicuri – dichiara Lucia la responsabile di MDC Junior – ma questo richiede un ruolo attivo della famiglia, iniziando a mediare le richieste dei bambini e effettuando delle scelte con occhio più attento”.

Il decalogo di “Occhio al giocattolo” di MDC Junior

1. Verificare sempre l’esistenza del marchio CE obbligatoria per legge così da appurare facilmente se il prodotto è davvero in regola con le normative di sicurezza europee.

2. Verificare che sia presente il marchio del produttore e i dati necessari per segnalare eventuali difettosità.

3. Verificare che siano presenti le istruzioni in italiano e l’indicazione della fascia di età consigliata.

4. Verificare che la fascia d’età consigliata sia adatta al carattere e alla maturità del bambino.

5. Attenzione ai giocattoli contenenti piccole parti: sono pericolosi per i bambini sotto i 36 mesi.

6. Siamo sicuri che sia indispensabile un giocattolo alla moda? Con le edizioni 2008 si può risparmiare fino al 50%!

7. Attenzione alle richieste dei vostri bambini, soprattutto se guardano i canali TV digitali loro dedicati. E’ in atto un bombardamento di spot, con un aumento esponenziale di messaggi pubblicitari.

8. Nuove confezioni di vendita: sono ridotte e a volte più convenienti, ma gli accessori venduti separatamente possono far lievitare facilmente il budget di spesa previsto.

9. Giocattoli elettrici per bambini sotto gli 8 anni? Secondo le norme di sicurezza internazionali i giocattoli elettrici con parti che scaldano non sono raccomandabili. Devono essere alimentati con un trasformatore a 24 V e mai direttamente alla corrente elettrica a 220 V. Prima di questa età i bambini non possiedono senso del pericolo!

10. Nella scelta dei videogiochi con i vostri figli, lasciatevi guidare dal simbolo PEGI, (Pan european game information) classificazione che attraverso otto descrittori simbolici indica la tipologia del gioco, il grado di violenza, il linguaggio adottato e la fascia d’età a cui è rivolto. Sul sito ww.pegionline.eu/it/ al link è possibile fare una prima selezione http://www.pegi.info/it/index/id/509/. Consiglio di MDC Junior: accertatevi comunque che sia un videogioco adatto per tema e contenuti alla maturità dei vostri bambini o ragazzi.

Leggi qui l’Indagine Natale MDC Junior (PDF)

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mettitiingiallo.org

Nel 2009 in Italia sono stati 4.187 i delitti di abusi commessi e denunciati a danno dei minori (dati Polizia di Stato). Le Nazioni Unite stimano che nel mondo da 500 milioni a 1 miliardo e mezzo di minori siano sottoposti a qualche forma di violenza o abuso. Terre des Hommes lancia la sua campagna “IO Proteggo i Bambini” per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressioni su Comuni e governo perché si impegnino sempre di più a rafforzare tutte le misure per la protezione dei minori da abusi e violenze.

Alla Campagna “IO Proteggo i Bambini” è abbinata dall’8 al 21 novembre 2010 una raccolta fondi con l’sms solidale 45509 da 2 euro da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3 e Coop Voce e da rete fissa Telecom. Simbolo della campagna è un Fiocco Giallo, da indossare in occasione del 19 novembre, dichiarata dall’ONU la Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Abuso sull’infanzia. I proventi della campagna andranno a finanziare le Case del Sole di Terre des Hommes in Colombia (per bambini vittime di tortura), Mauritania (minori in conflitto con la legge) e Perù (bambini lavoratori) di Terre des Hommes. Terre des Hommes da 50 anni opera per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 70 paesi con oltre 1.100 progetti a favore dei bambini.

viaHelp Consumatori – Leggi news.

Primo giorno di scuola “in progress”: buon futuro a tutti!

Pubblicato da: juniormdc su: 13/09/2010


Riaprono le scuole in Lombardia e in tutta Italia.

Sul banco, è il caso di dirlo, tanti problemi, dalla mancanza di organico alle difficoltà economiche denunciate da tanti istituti scolastici,  anche nella regione lombarda. Che si sommano alla crisi economica sempre più pressante costringendo  ragazzi e famiglie a fare i “conti”, davvero,  con tutto.

In questo scenario “apocalittico”, confermato purtroppo dai dati OCSE sulla scuola italiana, che vedono l’Italia come fanalino di coda per impegno economico rispetto al PIL,  Help Junior sceglie, invece, di raccontare una storia positiva, emblema di quella scuola che “nonostante tutto”,  funziona.

Parliamo del progetto “Book in progress“,  un “sogno” divenuto realtà che ha visto come protagonisti 300 docenti di tutta Italia, curare in prima persona la redazione dei libri di testo, stampandoli e distribuendoli agli allievi delle scuole aderenti alla rete.

Ideatore il preside dell’istituto ITIS Ettore Majorana, Salvatore Giuliano, giunto con il carico di libri pronti,  la scorsa settimana all’ITC Tosi di Busto Arsizio, dove ha incontrato i colleghi della scuola bustese, in primis l’ex preside Benedetto Di Rienzo, diventato nel frattempo coordinatore nazionale del progetto.

“Un sogno che si è concretizzato – ha confermato alla stampa l’ex dirigente – la scuola torna così ad avere una valenza sociale, permettendo ai ragazzi di tutte le estrazioni di accedere alla qualità ed all’eccellenza”.

Parole che non possiamo che condividere  pensando a un sistema didattico che non si riduce ad  un semplice “fai da te” per risparmiare,  (aspetto peraltro non trascurabile  se pensiamo che, così facendo il costo medio di una dispensa è di 5 euro), ma che è in grado di fornire testi consultabili on-line  e con la possibilità di aggiornamento in tempo reale, in base ai programmi e alle esigenze scolastiche.

Come  ha raccontato Gian Maria, uno degli studenti dell’ITC Tosi impegnato nell’accoglienza dei “primini”, a cui abbiamo chiesto un parere sul tema.”Mi sembra che le nostre famiglie sentano ora più che mai il peso economico per i libri di testo, questo è un progetto che può rendere, con poco,  la scuola migliore”. E il passaggio dal libro cartaceo al libro digitale?  “ Per me non c’è nessuna differenza, ho già provato a studiare direttamente al pc, senza problemi”.

Già,  è possibile questo ed altro alla generazione digitale, a cui auguriamo buon futuro.

MDC Junior



da MDC Junior: Chicco ritira dal mercato il sandaletto MAX

Pubblicato da: rosybat su: 27/07/2010


Il sandaletto MAX ritirato dal mercato da Chicco

Movimento Difesa del Cittadino Junior.

Chicco invita tutti i genitori a sospendere l’utilizzo del sandaletto mare “Max”   e a contattare il numero verde 800.188.898 per la sostituzione con un prodotto similare di pari valore.

L’azienda, infatti, ha rilevato che gli occhi applicati al sandaletto mare “Max” (nella foto), se sottoposti a diverse sollecitazioni, potrebbero staccarsi, generando piccole parti.

Il numero verde è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 21.00.

Fonte: Agenzia Helpconsumatori


I distributori di bevande e cibo automatici aperti 24 ore su 24?  Una comodità, senza dubbio, per i cittadini che si trovano a Milano, d’estate. Ma nel caso forniscano birra e alcolici, rimangano non accessibili ai minori di 16 anni”.

E’ questo l’invito di Lucia Moreschi, responsabile del Movimento Difesa del Cittadino, associazione di tutela dei consumatori che ha raccolto e verificato le segnalazioni giunte da genitori allarmati, a un anno esatto dalla famosa ordinanza del Sindaco Moratti.  Ordinanza che “vieta la somministrazione, la detenzione, il consumo e la cessione anche a titolo gratuito, di bevande alcoliche di qualunque gradazione ai minori di 16 anni”.

Divieto, peraltro, esteso anche “alla vendita in zone accessibili ai minorenni, a mezzo di distributori automatici che non siano dotati di sistema di lettura automatica di documenti con i dati anagrafici dell’utilizzatore.”  Ma non è così,  in tutta Milano e per tutti gli esercizi.

Dai nostri controlli, infatti, su 6 diversi free shop aperti nelle varie zone della città –denuncia Lucia Moreschi- ben 4, a tutt’oggi, non sono ancora dotati di sistema di lettura automatica del codice fiscale o della tessera sanitaria o, addirittura, in alcuni casi dove esso è presente, non è stato attivato”.

Come documenta  il video pubblicato con questa notizia, realizzato proprio da un genitore preoccupato a dimostrazione di come sia facile il prelievo di alcolici a qualsiasi ora e a qualsiasi età.

La richiesta di mettere sotto controllo i distributori automatici di bibite per evitare la somministrazione di alcolici agli under 16, non è una novità – continua la responsabile a capo anche del Dipartimento Junior di MDC , da sempre impegnato nella prevenzione dell’abuso di alcol nei minori  – ma ci sembra giusto rinnovare alle Autorità preposte una maggiore vigilanza”.

Come pure l’invito ai gestori, che hanno macchine sprovviste di controllo dei dati anagrafici, di predisporre, così come previsto dell’ordinanza comunale,  “apposito personale che possa effettuare controlli mirati”.

L’elenco degli esercizi non in regola è a disposizione delle Autorità – conclude Lucia Moreschi –  occorre intervenire subito: è proprio nel periodo estivo che molti ragazzi adolescenti annoiati, alla ricerca di svago, sfuggono dal controllo dei genitori, anche rifugiandosi nell’alcol”.

A cura MDC Junior

“Guido con prudenza” contro le stragi del sabato sera

Pubblicato da: juniormdc su: 13/07/2010


Guido con prudenza I numeri fanno decisamente impressione: nel nostro paese, nel 2008, su 4.731 persone che hanno perso la vita in strada, 1.090 avevano un’eta’ compresa tra 18 e 29 anni e il 45,5% di questi decessi e’ avvenuto tra le 22 e le 6 del mattino.

Sono i dati che hanno spinto la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale – la Onlus delle compagnie di assicurazione – e la Polizia Stradale, in collaborazione con il Silb-Fipe, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, a ripetere anche quest’anno l’iniziativa ‘Guido con prudenza‘, giunta alla settima edizione e nata per contrastare le cosiddette “stragi del sabato sera”.

Il progetto, infatti, ha contribuito negli anni scorsi a ridurre gli incidenti e il numero dei feriti e delle vittime della strada nelle localita’ toccate. Nel 2009, durante i sei fine settimana di ‘Guido con prudenza’, la Polizia Stradale ha controllato lo stato alcolemico di 9.245 conducenti (+21% rispetto al 2008), ritirando 526 patenti a guidatori in stato di ebbrezza (+10,7% rispetto al 2008) e confiscando 37 veicoli a conducenti con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o risultati positivi al test antidroga (+23,3% rispetto al 2008).

Nonostante il miglioramento registrato, l’incidentalita’ stradale rimane un’emergenza nazionale. L’alcol e la droga sono tra le cause principali di questa strage: secondo una stima dell’Istituto Superiore di Sanita’, gli incidenti provocati da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droga corrispondono al 30% del totale dei sinistri che avvengono nel nostro Paese.

Di fronte a questi numeri Fondazione Ania e Polizia di Stato per un mese, nei weekend dal 16 luglio al 14 agosto, presso la riviera romagnola, il litorale romano, la Versilia e il litorale barese daranno vita a ‘Guido con prudenza’.

La sera, all’ingresso dei locali che aderiscono all’iniziativa, verra’ predisposto un corner della sicurezza stradale, dove le hostess e gli steward della Fondazione Ania inviteranno i ragazzi a nominare il proprio “Bob”, ovvero colui che sceglie liberamente di non bere per accompagnare a casa i propri amici in piena sicurezza.

A “Bob” verra’ consegnata una cartolina e, a fine serata, se avra’ mantenuto il proprio impegno, verra’ dato un premio. Presso il corner, tutti i giovani potranno ritirare un alcol test monouso e verificare il proprio stato di ebbrezza, per decidere se e’ opportuno o meno mettersi al volante.

E sulle strade saranno intensificati i controlli della Polizia Stradale e verranno effettuati controlli per scongiurare i pericoli legati alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.  Se i ragazzi fermati risulteranno sobri, riceveranno dagli stessi poliziotti un ingresso gratuito in discoteca per il weekend successivo. I biglietti saranno forniti dalle discoteche associate al Silb.

Di giorno durante il weekend, la sicurezza stradale approdera’ sulle spiagge grazie ad animatori, che negli stabilimenti balneari avvicineranno i giovani distribuendo materiale informativo sull’iniziativa. I ragazzi, rispondendo correttamente alle domande di un quiz sul Codice della strada, potranno aggiudicarsi i gadget di ‘Guido con prudenza’.

Fonti: Polizia di StatoNotiziario Dire Minori 12 luglio 2010


da Movimento Difesa del Cittadino Junior.

E’ uno dei dati che emergono dal dossier “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni” che Telefono Azzurro ed Eurispes hanno presentato lo scorso 24 giugno a Roma.

Così la spesa delle famiglie italiane aumenta considerevolmente in presenza di figli, anche solo di uno. Anzi, con un solo figlio si spende ancora di più: 385 euro in media al mese, nel 2008 e 636 euro in presenza di 3 o più figli.

Il dossier di Telefono Azzuro ed Eurispes,  “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni” nasce a completamento di un ciclo di studio, riflessione e analisi dell’universo minorile nel nostro Paese.  Che ha accompagnato le ultime dieci edizioni del Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Di certo uno dei fenomeni principali che ha coinvolto negli ultimi anni il mondo dei minori è quello delle nuove tecnologie. Tra i bambini il cellulare ha avuto un progressivo incremento di diffusione: se nel 2003 era il 51,6% ad averne uno tutto per sé, nel 2006, la tendenza ha subìto un fortissimo rialzo e la quasi totalità dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni (97,5%) ha dichiarato di avere a sua disposizione un cellulare. Da quel momento in poi i valori non sono scesi mai al di sotto del 95,9%, registrato nel 2008.

Da un lato dunque c’è chi spende e dall’altro chi non ha la possibilità di farlo. In Italia un bambino su quattro (il 25%) è a rischio povertà; il terzo più alto a livello europeo dopo Romania e Bulgaria (rispettivamente 33% e 26%) e superiore sia al dato medio europeo (20%), sia al dato relativo ai principali paesi europei, quali Spagna, Regno Unito, Francia e Germania (rispettivamente con un tasso del 24%, 23%, 17% e 15%).

Fonte: Agenzia Helpconsumatori

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